Storie

La Luna e i Calanchi

lunaSi narra che nell’Agro dell’antica Hatria, dove regnarono gli Acquaviva, nel cuore dell’Italia, ci fosse un angolo di paradiso; un pezzetto magico di terra dove i colori assumono forme e suoni e dove puoi trovare il tempo e la misura di te stesso.
Si cela sotto forme inquietanti e strane che qualcuno chiama ancora oggi “Bolge Dantesche”…eppure, oltre quello scenario suggestivamente indefinito, quando la luna è nella sua fase piena, vengono ancora oggi a danzare le fate e gli gnomi dei boschi vicini per omaggiare la principessa d’argento.
Si racconta infatti che questo pezzo di paradiso cadde in terra quando, all’inizio di una primavera, la luna che amava da sempre il sole ma non poteva mai vederlo, scese dal cielo una notte e si fermò su quel calanco in un eremo capanno sapendo che quella sarebbe stata l’unica volta in cui avrebbe forse visto il suo sole; tanto pianse che si addormentò e quando il sole, sorgendo dal mare di fronte la vide candida e bella, l’accarezzò teneramente e sfiorandola la baciò senza svegliarla tanto era bella e innamorata  nel sonno…l’unicità di quel bacio diede origine a quel paradiso in terra, e le piante e gli animali che da allora in poi lo popolarono sono ancora oggi unici, rari e speciali.
La luna svegliandosi capì che non avrebbe visto mai il suo sole ma capi anche che il suo sole l’amava e che non avrebbe mai amato nessun’altra e, coraggiosa come un’amazzone, giurandogli amore eterno, tornò nel suo cielo.
Da quel momento in poi i calanchi hanno conservato, per sempre, tutto quello che lì aveva avuto origine.
Il contadino del capanno, quando arrivò il giorno dopo per cominciare il suo lavoro, capì cos’era successo e giurò che da quel momento in poi avrebbe narrato la storia del magico calanco…